Le nostre terre, circa otto ettari di vigneto e quattro di bosco, si trovano a Savorgnano del Torre, nel comune di Povoletto, nella parte più occidentale e anche più fresca dei Colli Orientali del Friuli, tra i 175 e i 300 metri di altitudine.
Qui troviamo le Alpi e le Prealpi Giulie alle spalle che riparano la vite dalle fredde correnti del nord e il mare Adriatico a sud (circa 45 Km in linea d’aria) che garantisce una benefica ventilazione.
Il clima è più fresco rispetto ad altre zone dei Colli Orientali: le temperature estive non sono mai eccessivamente elevate e troviamo una buona escursione termica. Nascono vini la cui freschezza è una caratteristica molto riconoscibile.
Nella ricerca della massima espressione del terroir, come filosofia aziendale, abbiamo scelto di coltivare vitigni autoctoni, quei vitigni che sono nati o acclimatati da centinaia di anni sul suolo friulano.

Due declinazioni di terroir all’interno del territorio di Savorgnano del Torre
Monte della Guardia

I vigneti situati in questa zona di Savorgnano hanno alle loro spalle il Monte della Guardia, un piccolo promontorio che chiude a nord-ovest il paese. Alcuni appartengono alla nostra famiglia da molto tempo (Roncut), altri sono di recente acquisizione (anni 2000).
Una parte di questi vigneti, con un’antica casa colonica agli inizi del 900, è ancora da ristrutturare.

SUPERFICIE: 4 ettari (2 da ristrutturare)
ALTITUDINE: 300 m slm
ESPOSIZIONE: sud
VIGNETI: 4 diversi appezzamenti
VITIGNI COLTIVATI: friulano, picolit, schioppettino
ANNO DI IMPIANTO: i vigneti risalgono agli anni 60/70 e sono stati espiantati negli anni 2000 per permettere una razionalizzazione dei vari appezzamenti e far spazio solo a varietà autoctone che prima convivevano con varietà come Merlot e Gamay

Rive Colviere / Riu Falcon

I vigneti di questa zona sono situati all’estremità opposta rispetto quelli del Monte della Guardia. Pochi chilometri separano le due zone ma differente microclima e diversità nel terreno apportano diverse sfumature anche nei vini.

SUPERFICIE: 3.5 ettari
ALTITUDINE: 250 m sml – 350 m sml
ESPOSIZIONE: sud-est
VIGNETI: 3 diversi appezzamenti
VITIGNI COLTIVATI: friulano, picolit, schioppettino, verduzzo, ribolla gialla
ANNO DI IMPIANTO: i vigneti risalgono agli anni 60/70.
Il Riu Falcon, che appartiene alla nostra famiglia sin dagli anni 60, è stato recentemente ristrutturato per piantare solo varietà autoctone e che meglio si adattano al clima e al terreno qui presente: Schioppettino e Picolit e Friulano.
Altri 2 ettari sono in affitto e conservano le piante più vecchie: vi troviamo Friulano, Schioppettino, Verduzzo e Ribolla Gialla (impiantata di recente)

COME LAVORIAMO I NOSTRI VIGNETI?

Pratichiamo un’agricoltura capace di rivitalizzare la terra, stimolare le piante e produrre frutti con un forte legame con il territorio.

Punti importanti del nostro lavoro:

– I vigneti sono posti in posizioni vocate. Se il vino è territorio le grandi uve devono provenire da grandi territori. Questo, per noi, un punto imprescindibile da dove bisogna partire: inutile praticare agricoltura biologica o biodinamica in vigneti posti in zone non adatte (perché troppo umide, con terreno non adatto, con esposizioni non buone). Partendo da una posizione vocata il lavoro in vigneto funziona bene con pochi interventi: la pianta si autoregola, i trattamenti sono meno frequenti e invasivi, la maturazione del frutto è resa possibile anche nelle annate più difficili.
– Quasi tutti i vigneti godono della presenza di boschi, molto importante per favorire la biodiversità.
-I vigneti derivano da selezioni massali; ci piace mantenere i vecchi cloni nati e acclimatatisi in queste terre.
– Per vitalizzare il terreno usiamo il sovescio autunnale (trifoglio rosso, per la maggior parte,) e un movimento sottofila per arieggiare e di conseguenza ricreare condizioni favorevoli alla vita microbiologica.
– I sistemi di coltivazione sono quello tradizionale a cappuccina, molto diffuso in questa zona per vitigni come il Friulano e il Picolit dalla forte vigoria, e guyot per il Refosco e lo Schioppettino.

Ci facciamo aiutare da un agronomo per consigli e spiegazioni tecniche ma è il contatto quotidiano con i vigneti che ci dà la misura di tutto: abbiamo imparato con gli anni a conoscere la terra, le erbe infestanti e quelle amiche, lo spostamento delle nuvole che preannuncia una pioggia.

L’importanza del saper osservare è una parte fondamentale del lavoro.

LA CERTIFICAZIONE BIO E LA NOSTRA VISIONE

Dal 2011 abbiamo iniziato il percorso di certificazione al biologico, anche se già dal 2005 i vigneti non sono più stati trattati con prodotti di sintesi.

Essere biologico certificato significa semplicemente aderire a un protocollo europeo di viticoltura e vinificazione che prevede oppure vieta l’utilizzo di determinati prodotti.
Ma a noi piace pensare che l’agricoltore biologico si concentra più sul tentativo di coltivare una vigna sana, in grado di sopportare i parassiti e di alimentarsi naturalmente, che sugli interventi da tutto ciò che potrebbe danneggiarla.
Ciò significa che punta allo sviluppo di un terreno ricco di humus e di un ecosistema equilibrato all’interno del vigneto.

UNO SGUARDO AL TERRITORIO. LA DOC COLLI ORIENTALI DEL FRIULI

I Colli Orientali del Friuli si estendono lungo la fascia collinare della provincia di Udine; sono una delle 9 zone a Denominazione Protetta della Regione e una delle poche a trovarsi in territorio collinare.

Si tratta di rilievi di altitudine compresa tra i 100 e i 350 metri s.l.m. omogenei per quanto riguarda l’origine geologica.
Fino a 35 milioni di anni fa il territorio friulano era invaso dal mare e le coste si trovavano quasi a ridosso delle attuali Prealpi Giulie; sul fondo di questa arcaica laguna, nel corso dei millenni, si realizzò un lento processo di sedimentazione che diede origine a formazioni le quali, con il ritiro del mare, emersero dalle acque.
Le buone condizioni pedoclimatiche (le Alpi Giulie alle spalle che riparano la vite dalle fredde correnti del nord e il mare Adriatico di fronte che garantisce una benefica e costante ventilazione) hanno permesso la coltivazione di vitigni autoctoni, nati e acclimatatisi al territorio dei Colli Orientali o che vengono qui coltivati da lunghissimo rempo (come il Friulano, il Picolit, il Refosco dal Peduncolo rosso, la Ribolla Gialla, il Verduzzo Friulano, lo Schioppettino) . All’interno del comprensorio vi sono tuttavia infiniti microclimi: più freschi e umidi a nord a ridosso delle montagne, più miti e asciutti a sud.