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I Colli Orientali del Friuli si estendono lungo la fascia collinare della provincia di Udine.

Si tratta di rilievi di altitudine compresa tra i 100 e i 350 metri s.l.m., omogenei per quanto riguarda l'origine geologica: in tempi lontani (35-55 milioni di anni or sono) la pianura friulana era  invasa dal mare e le coste si trovavano quasi a ridosso delle attuali Prealpi Giulie. Sul fondo di questa arcaica laguna, nel corso dei millenni, si realizzò un lento processo di sedimentazione che diede origine a formazioni le quali, con il ritiro del mare, emersero dalle acque.

Il Flysh, come lo chiamano i geologi, è la roccia  che costituisce  il substrato del Colli Orientali del Friuli: un'alternanza di "ponca" (parola friulana che definisce la marna) ed arenaria, terreno dove affondano le radici dei vigneti. La prima è facilmente alterabile in presenza di agenti atmosferici e si sgretola velocemente in frammenti scagliosi; è ricca di calcare (40-60 %) di potassa e discretamente di fosforo pertanto rappresenta un buon terreno per la viticoltura di collina. Le arenarie, simili per alterazione alle marne hanno una composizione variabile, in genere aumenta il contenuto di silice (40-70 %) e diminuisce quello in calcare. 

I vini prodotti in questa zona sono il risultato di un terroir particolarmente favorevole. Le buone condizioni pedoclimatiche (le Alpi Giulie alle spalle che riparano la vite dalle fredde correnti del nord e il mare Adriatico di fronte che garantisce una benefica e costante ventilazione) hanno permesso la coltivazione di vitigni autoctoni,  nati e acclimatatisi al territorio dei Colli Orientali o che vengono qui coltivati da  tempi immemorabili (come il Friulano, il Picolit, il Refosco dal Peduncolo rosso, la Ribolla Gialla, il Verduzzo Friulano, lo Schioppettino) così come di altre varietà provenienti da diverse zone europee, che qui si sono ben adattate ( come il Merlot, il Cabernet Franc , il Sauvignon).

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